Mostra tarocchi: le origini-le carte-la fortuna

Mostra sui Tarocchi:
le origini-le carte-la fortuna

Questo fine settimana ho trovato il tempo per andare a vedere una cosa interessante, e mi va di condividerla, sperando che magari tu riesca a farci un salto prima che finisca,  perché ne vale proprio la pena! 

Di cosa sto parlando? Ma della Mostra sui tarocchi all’Accademia Carrara di Bergamo!

Hai tempo fino al 2 giugno 2026 per vederla.

 

Carte Tarocchi e biglietti per scettici, interpretazioni e curiosità.

Perché questa mostra sui tarocchi è così interessante

La mostra ripercorre la storia dei Tarocchi dalle origini, all’inizio del Quattrocento, sino a oggi. Il museo è costellato da mazzi memorabili e da oggetti come dipinti, disegni e stampe, che mostrano la capacità dei Tarocchi di assorbire, da un lato, e di replicare, dall’altro, l’immaginario figurativo delle epoche che hanno attraversato.

La parte più interessante è stato il poter osservare sotto lo stesso tetto mazzi antichi e famosi, che di solito sono dispersi tra vari musei e collezioni private. 

Insomma, te la consiglio vivamente, è una buona occasione per vedere alcuni mazzi storici e imparare qualcosa sulla storia dei Tarocchi.

Perdona in anticipo la pessima qualità delle mie foto, pensale come quelle che potrebbe mostrarti un tuo amico entusiasta sulla mostra dei Tarocchi.

Cosa ho visto alla mostra Tarocchi: le origini, le carte, la fortuna

parte prima contesto storico

Nella prima parte della mostra si trovano quadri che ripercorrono un po’ la storia dell’arte italiana, e si può vedere come l’arte religiosa sia stata molto influente anche nello stile dei mazzi di tarocchi che si vedranno più avanti.  Siamo in italia, il nostro patrimonio artistico è sempre ben apprezzato e amplia piacevolmente la permanenza nella mostra, e fa da ottimo aperitivo a quello che ci attende.

parte seconda la storia dei tarocchi

carte da gioco antiche

Carte da gioco di Stoccarda, 1430 circa, Stoccarda, Landesmuseum Wurttemberg

e qui si entra nel vivo! 

Si parte con le carte da gioco che sono antecedenti ai tarocchi, perché già da metà del 1300 iniziano a circolare in ogni ambito sociale e in ogni luogo in Europa. Questo nuovo svago origina probabilmente da influenze mamelucche che sono passate dalla Spagna. 

Le carte da gioco trovano naturalmente tra le corti dei nobili terreno fertile come passatempo e status symbol, perché ovviamente solo i più benestanti potevano permettersi di commissionare mazzi di carte su misura fatte addirittura in oro

Le scene di questi mazzi tedeschi si basano sulla caccia e hanno semi che richiamano l’attività venatoria come falchi, aironi, cani e altre scene che richiamano le battute di caccia dei nobili.

I Trionfi di Petrarca

I Trionfi sono un testo in lingua volgare scritto da Petrarca, rimasto incompiuto, ma ebbe lo stesso un grande successo. Il testo presenta 6 trionfi che rappresentano le forze che dominano l’esperienza umana sotto forma di allegorie che sconfiggono quella precedente. 

Ma come è collegato ai tarocchi?

Il successo letterario di quest’opera  ha avuto una risonanza anche a livello iconografico.

Nel gioco di carte diffuso nel Quattrocento, le carte non si chiamavano Tarocchi ma Trionfi, e proprio come il testo di Petrarca potevano “essere mangiati” in maniera crescente. 

Basta guardare le splendide tavole dipinte per cogliere subito le similitudini con le carte degli Amanti, della Morte, del Carro e dell’Eremita.

Giovanni di Ser Giovanni, detto lo Scheggia, Trionfo dell'Amore, 1455-1460 circa, Siena, Pinacoteca Nazionale
Giovanni di Ser Giovanni, detto lo Scheggia, Trionfo della Morte, 1455-1460 circa, Siena, Pinacoteca Nazionale

I tre mazzi milanesi

L’origine dei Tarocchi è contesa da città come Ferrara, Bologna, Firenze e Milano, ma è da quest’ultima città che arrivano i mazzi di tarocchi più antichi e preziosi arrivati fino a noi. 

Questi mazzi sono tutti intorno alla seconda metà del Quattrocento, ma dal vivo sono assolutamente stupendi e il tempo sembra averli scalfiti veramente poco, probabilmente grazie anche all’abilità degli artigiani nelle tecniche di pittura, miniatura e di oreficeria.

Nel museo sono presenti i tarocchi Visconti di Modrone, i Brembilla, ma soprattutto il fiore all’occhiello dell’esposizione: il quasi completo mazzo Colleoni, oggi diviso tra l’Accademia Carrara, la Morgan Library & Museum di New York e una collezione privata, che viene qui riunito per la prima volta dopo oltre un secolo. Di questo mazzo mancano solo 4 carte: il Tre di Spade, il Cavallo di Denari, il Diavolo e la Torre.

Evito di aggiungere parole e lascio parlare le immagini, che faticano ad immortalare la bellezza di queste carte.

Bonifacio Bembo e Bottega, Tarocchi Visconti di Modrone, 1440-1442 circa, New Haven, Yale University, Cary collection of Playing Cards, Beinecke Rare Book and Manuscript Library
Bonifacio Bembo e Bottega, Tarocchi Brambilla, 1442-1444 circa, Milano, Pinacoteca di Brera
Bonifacio Bembo e Ambrogio Bembo, Tarocchi Colleoni, Arcani Minori, 1455-1460 circa, Bergamo, Accademia Carrara, New York, The Morgan Library & Museum, Collezione Colleoni
Bonifacio Bembo e Ambrogio Bembo, Tarocchi Colleoni, Arcani Maggiori, 1455-1460 circa, Bergamo, Accademia Carrara, New York, The Morgan Library & Museum, Collezione Colleoni

Dai Trionfi ai Tarocchi divinatori

All’inizio del Cinquecento i Trionfi cambiano nome in Tarocchi. In quegli stessi anni si chiude l’epoca d’oro dei mazzi dipinti a mano, preziosi e riservati a pochi, ma l’arte non si ferma. Ne è un esempio il mazzo Sola Busca, un capolavoro del rinascimento che si può vedere dal vivo.

Nicola di maestro Antonio e miniatore veneziano (?), Tarocchi Sola Busca, 1491,Milano, Pinacoteca di Brera

A cambiare davvero le regole del gioco è però l’invenzione della stampa, che trasforma queste carte in un fenomeno di massa accessibile a chiunque. Nel frattempo, le guerre che devastano la penisola italiana portano paradossalmente a un risvolto inaspettato: le armate straniere, nel rientrare in patria, portano con sé i mazzi. Nasce così un contagio culturale che conquista l’Europa intera.

Nel museo questa parte è ben testimoniata dalle stampe per i “poveri mortali” che non potevano certo permettersi carte in oro e argento.

Tarocchi di Rosenwald (due fogli di stampa), 1500-1510 circa, Washington, National Gallery of Art, Rosenwald Collection

La svolta esoterica dei Tarocchi

Per secoli i Tarocchi restano un semplice passatempo, ma alla fine del Settecento tutto cambia. Due studiosi, Antoine Court de Gébelin e Etteilla, pubblicano delle ricerche che segnano una svolta epocale. Entrambi lanciano un’idea tanto affascinante quanto priva di basi storiche: i Tarocchi deriverebbero dall’antico Egitto e nasconderebbero i segreti del Libro di Thot, un testo sacro andato perduto.

Questa intuizione dà il via a una vera e propria febbre esoterica, trasformando per sempre i Tarocchi da passatempo da taverna a strumento di divinazione occulto. Il culmine di questa evoluzione si tocca a cavallo tra l’Ottocento e il Novecento, un’epoca d’oro che ci ha regalato i mazzi più celebri e iconici di sempre: dalle geometrie di Oswald Wirth, al prototipo di Tarocco Marsigliese di Jean Noblet fino al mio amatissimo Rider-Waite-Smith.

Jean Noblet, Prototipo tarocchi di Marsiglia, 1659, Parigi, Bibliothèque nationale de France, Département Estampes et Photographie
Oswald Wirth, Tarocchi, 1889, Parigi, Bibliothèque nationale de France, Département Estampes et Photographie

Autori contemporanei

Nel museo sono presenti anche vari artisti e autori contemporanei, sotto forma di libreria liberamente sfogliabile su libri dedicati ai tarocchi, che da bibliofilo ho molto apprezzato e una parte dedicata ad artisti contemporanei, come ad esempio Niki de Saint Phalle, se non la conosci è l’artista che ha creato il Giardino dei Tarocchi

Mazzi della mostra

Ho cercato di mantenere l’articolo sintetico, ma ovviamente c’è molto altro che non ti ho mostrato. Il modo migliore per vederli è andare alla mostra.

Nel caso non potessi andare ho trovato le riproduzioni di alcuni mazzi che ho nominato e sfogliarli tra le tue mani. Certo, non è come poter vedere l’originale, ma può essere una buona consolazione!

Ti lascio dei link in caso fossi interessato.

Mazzo Colleoni

Non sarà certo magnifico come il mazzo originale, ma questa riproduzione è fedele e ha gli elementi dorati che richiamano la fonte originale. Ci sono tutte le 78 carte. Le quattro carte che mancano sono state fatte rimanendo fedeli allo stile rinascimentale, prendendo spunto da altri mazzi della stessa epoca. 

Ti lascio il link ai Tarocchi dei Visconti 

Se sei a corto di budget o vuoi un formato più piccolo e trasportabile puoi anche considerare la versione mini, con carte leggermente più piccole rispetto al solito formato dei tarocchi.

Ti lascio il link ai Mini Tarocchi dei Visconti

Se sei interessato solo al lato artistico, non ti interessa avere il mazzo completo, ma vuoi ammirare le carte più elaborate, ho trovato il mazzo con solo i 22  Arcani maggiori.

Ti lascio il link al Golden Visconti Tarot

Mazzo Sola Busca

Le meravigliose carte cinquecentesche del mazzo Sola Busca sono disponibili in una edizione di pregio  in un cofanetto davvero elegante, in cui è presente un manuale con una parte storica ed iconografica, e istruzioni divinatorie.

Ti lascio il link ai Tarocchi Sola Busca

Mazzo del Mantegna

In realtà il mazzo del Mantegna non è stato fatto da lui e non è nemmeno un mazzo di tarocchi “ufficiale” perchè ci sono molte carte diverse. Il suo vero scopo non è chiaro, non sembrano carte da gioco nè divinatorie, forse erano semplicemente educative. 

Rimane comunque un opera interessante dal punto di vista estetico e storico.

In questa edizione l’artista ha colorato i disegni, che originariamente erano in bianco e nero e sono stati aggiunti lussuosi elementi argento.

Ti lascio il link ai Mantegna Tarot

Mazzo di Oswald Wirth

Oswald Wirth (1860 – 1943) è stato un esoterista, artista e scrittore svizzero, fu un grande conoscitore della Cabala e dei Tarocchi. Nel 1889 creò un tarocco cartomantico costituito solo dai ventidue arcani maggiori.

Questa edizione è arricchita da lussuosi sfondi oro, che richiamano un pò lo spirito delle carte dorate del 1400.

Ti lascio il link ai Golden Wirth Tarot

Mazzo marsigliese di Nicolas Conver

Un altro mazzo presente alla mostra era il prototipo dei Tarocchi di Marsiglia creati da Jean Noblet nel 1659. 

In realtà, lui era di Parigi e il nome di Tarocchi di Marsiglia diventa popolare solo nell’Ottocento. Come venivano chiamati all’epoca? Ma ovviamente Tarots Italiens!

Ho trovato due versioni, ugualmente belle e fedeli all’originale che ho visto io. 

Questa ha un design più “pulito”, con sfondo bianco e colori brillanti ma fedeli all’ originale.

Ti lascio il link ai Tarocchi di Marsiglia

Sempre basati sullo stesso mazzo dallo stesso creatore, ho trovato anche questa versione limitata anticata, che da quell’aria vintage che può piacere, considerando che sono basati su un mazzo storico. Dalla foto spero che si capisca la differenza di questa edizione con la precedente, anche in questo caso il contenitore rigido è sempre gradito. 

Ti lascio il link ai Tarocchi di Marsiglia – Edizione Limitata

Mazzo Raider Waite Smith

Per quanto riguarda il Mazzo Rider Waite Smith ho già fatto un articolo di approfondimento. Clicca pure per leggerlo!

2 commenti su “Mostra tarocchi: le origini-le carte-la fortuna”

  1. Giuseppe Paladino

    Articolo molto dettagliato ed esaustivo.
    Viene assolutamente voglia di andare a vedere la mostra.
    La storicità descritta è magnificamente accattivante.
    Consiglio vivamente di leggere l’ articolo

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